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GIULIO CAPPELLINI

Dal 1979 Giulio Cappellini lavora con lo spirito e la curiosità di chi vuole continuamente rinnovarsi. Nel corso degli anni, il suo lavoro si è trasformato spesso in quello di progettista, proponendo una personale rilettura e interpretazione del design contemporaneo, sia per il marchio che porta il suo nome, sia come art director per altre importanti aziende del settore. Il suo progetto più ambizioso, quello di “azienda”, ha portato il marchio Cappellini ad essere fra i più rivelanti ed importanti “trend setter” del mondo. Figura emblematica nel panorama internazionale del design, all'architetto Cappellini viene inoltre universalmente riconosciuto il ruolo di talent scout di giovani designer, lanciati poi dall’azienda: Jasper Morrison, Marc Newson. Marcel Wanders, i fratelli Bouroullec e Nendo, per citarne alcuni. Seguitissime sono anche le sue lezioni presso prestigiose scuole di design internazionali come Istituto Marangoni di Milano, della quale è anche art director, ed altri istituti nel mondo dai quali è invitato come visiting professor.

“Abbiamo deciso di eleggere il bianco come colore principe per il 2017, in tutte le sue declinazioni e texture. Lo abbiamo interpretato analizzando le molteplici aree socio-culturali legate all'essere, al vivere, all'abitare, al contemplare, per delineare una dimensione del bianco che informasse, trasformando l'ambiente quotidiano in luogo del benessere”, ha affermato Giulio Cappellini, direttore artistico di White in the city.


THE WHITE GATE


The White Gate vuole essere una architettura che rilegge in chiave contemporanea il chiostro della Pinacoteca di Brera. Il primo barocco visto in chiave minimalista in un contrasto forte ma armonioso.
I due edifici,speculari ed identici,sono stati posti nelle due aree del cortile d'onore separate dalla statua centrale.
Una architettura dal segno grafico e dalle proporzioni insolite e generose che invita il pubblico ad attraversare l'area esterna ed avviarsi verso l'ingresso della Pinacoteca. I vari portali di accesso sono di proporzioni identiche e la profondita' della costruzione da una senzazione di forte solidita'.
Anche una architettura effimera come White Gate puo' avere un forte impatto visivo.
Fondamentale e' l'uso del colore bianco sulle superfici.
Il fronte ed il retro sono rivestiti con materiale Oikos di forte matericita' e dalla tonalita' di bianco puro. Quasi una pietra lavorata a mano dalle abili mani di artigiani ed artisti.
Un forte richiamo alla cultura e tradizione di molti edifici storici.
Le parti interne dell'architettura che rappresentano i passaggi sono invece verniciate con una vernice Oikos bianca molto liscia dai riflessi metallici.
La tonalita' bronzea applicata al bianco si rifa' alla vicina statua di Napoleone Bonaparte come Marte pacificatore in un collegamento atemporale,un ponte tra il passato ed il presente.
The White Gate non vuole essere una opera invasiva nella perfetta geometria del cortile della Pinacoteca bensi un gesto poetico e leggero che enfatizza la maestosita' dell'edificio.
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